Bajraktarevic, il talento che può fare al caso del Napoli. I Mondiali per stupire

Esmir Bajraktarevic è un giocatore di grande prospettiva, giocherà i Mondiali con la maglia della Bosnia. Un profilo che potrebbe essere molto utile al Napoli tra presente e futuro.
Tra i molti giovani che potrebbero sfruttare il palcoscenico del Mondiale 2026 per presentarsi definitivamente al grande calcio internazionale, uno dei profili più intriganti è senza dubbio Esmir Bajraktarevic. In molti lo ricorderanno per essere stato colui che ha realizzato, con glaciale freddezza, il rigore decisivo nello spareggio finito ai rigori contro la nostra Nazionale. Ala moderna, creativa e verticale, rappresenta una delle espressioni più interessanti della nuova generazione bosniaca, un calcio che da anni cerca eredi credibili della generazione guidata da Edin Dzeko e Miralem Pjanic. La sua storia, tuttavia, è molto diversa da quella dei tradizionali talenti balcanici cresciuti nei campi polverosi di Sarajevo, Mostar o Tuzla. È una storia che attraversa due continenti, mescola culture calcistiche differenti e racconta come il calcio moderno sia ormai un fenomeno globale.
Bajraktarevic: il legame con la Bosnia nato oltreoceano
Bajraktarevic nasce il 10 marzo 2005 a Appleton, nello stato del Wisconsin, negli Stati Uniti, da una famiglia bosniaca emigrata durante gli anni difficili successivi alla guerra balcanica. Cresce dunque all'interno della vasta diaspora bosniaca nordamericana, mantenendo però un forte legame identitario con il Paese d'origine della famiglia. Fin dai primi anni emerge un talento tecnico superiore alla media, sviluppato in un ambiente calcistico diverso da quello europeo: meno tattico, più orientato all'uno contro uno e all'espressione individuale. Questa doppia formazione, americana e balcanica, finirà per diventare uno degli elementi distintivi del suo calcio.
LA FORMAZIONE E L'ESPLOSIONE IN MLS
Il percorso giovanile si sviluppa principalmente all'interno del sistema federale statunitense, fino all'ingresso nell'accademia dei New England Revolution. Qui il suo talento viene rapidamente notato dagli osservatori del club. Nelle categorie giovanili mostra immediatamente alcune qualità che diventeranno il suo marchio di fabbrica: accelerazione nei primi metri, capacità di ricevere tra le linee, dribbling in spazi ridotti, aggressività nell'attacco dell'area. L'approdo alla prima squadra avviene molto presto e ben presto in MLS si distingue come uno dei migliori prospetti offensivi della sua generazione, attirando l'attenzione di numerosi club europei. Il salto nel calcio continentale rappresenta una conseguenza naturale del suo percorso di crescita e infatti nel gennaio 2025 viene acquistato dagli olandesi del PSV Eindhoven per circa 6 milioni di euro. In Eredivisie si è imposto rapidamente, vincendo il titolo nazionale al suo debutto e confermandosi nella stagione 2025-2026 con un ottimo bottino di gol e assist.
IL PROFILO TECNICO
Soprannominato dai media americani "The Milwaukee Messi", Bajraktarevic è un esterno offensivo di piede sinistro che ama accentrarsi partendo da destra. È dotato di grande estro, agilità, dribbling nello stretto e un'eccellente visione di gioco, doti che lo hanno reso un obiettivo di mercato monitorato con attenzione da diversi club europei, tra cui il Milan. Le caratteristiche più evidenti sono:
Conduzione ad alta velocità: è uno specialista nel trasporto palla, e riesce a mantenere controllo e coordinazione anche oltre i trenta chilometri orari, caratteristica che gli consente di eliminare avversari in campo aperto senza necessariamente ricorrere a gesti tecnici complessi.
Dribbling situazionale: non è un dribblatore "da highlights", piuttosto è un interprete estremamente efficiente dell'uno contro uno funzionale. Le sue finte sono brevi, essenziali e finalizzate a creare immediatamente un vantaggio posizionale.
Lettura degli half-spaces: probabilmente il tratto più moderno del suo gioco. Ama occupare gli spazi intermedi tra terzino e centrale, ricevendo orientato verso la porta. Da queste zone riesce a rifinire, attaccare la profondità, creare superiorità numerica.
Pressing offensivo: è particolarmente attivo senza palla. L'approccio statunitense alla formazione gli ha trasmesso una notevole disponibilità al lavoro difensivo e alla riaggressione immediata.

IL PROFILO TATTICO
Bajraktarevic risulta prezioso in quanto in grado di occupare praticamente tutte le posizioni dietro la punta. Le sue collocazioni ideali sono da ala destra a piede invertito, da ala sinistra associativa, da trequartista laterale e finanche da seconda punta in sistemi fluidi. Fisicamente non è dominante in termini di struttura, ma possiede un baricentro basso e una notevole elasticità muscolare. E’ un giocatore che si inserisce perfettamente nel calcio contemporaneo che lo definisce come “wide playmaker verticale ovvero un esterno che non si limita ad allargare il campo ma che entra costantemente dentro il sistema di costruzione. Ama ricevere tra le linee, dialogare nello stretto, creare connessioni interne e soprattutto accelerare l'azione negli ultimi trenta metri. La sua interpretazione del ruolo ricorda, per certi aspetti, quella di Johan Bakayoko o di un giovane Riyad Mahrez, pur con caratteristiche ancora meno rifinite.
LE AREE DI MIGLIORAMENTO
Data la giovanissima età, ricordiamolo 21 anni, i suoi margini di crescita sono elevati e al momento anche le aree di miglioramento sono diverse. In primis la continuità, perché, come molti giovani creativi, alterna prestazioni dominanti ad altre più intermittenti. Anche nella finalizzazione deve incrementare il volume realizzativo. La qualità del tiro è buona, ma i numeri sotto porta possono crescere sensibilmente. Inoltre, nella gestione dei ritmi, talvolta tende a forzare la giocata difficile quando sarebbe preferibile consolidare il possesso. Per quanto concerne poi la fase difensiva posizionale, l'intensità non manca, ma il posizionamento nelle lunghe fasi di non possesso è ancora migliorabile.
LA SCELTA DELLA BOSNIA
Pur essendo cresciuto negli Stati Uniti, Bajraktarevic ha scelto di rappresentare la nazionale della Bosnia ed Erzegovina. Una decisione profondamente identitaria, che lo ha reso immediatamente uno dei simboli del ricambio generazionale bosniaco. La federazione vede in lui uno dei possibili leader tecnici del prossimo decennio.
ALCUNE CURIOSITÀ
È uno dei primi talenti bosniaci di alto livello formati quasi interamente nel sistema calcistico statunitense.
Parla correntemente inglese e bosniaco.
È considerato uno dei giocatori più rappresentativi della nuova diaspora calcistica balcanica.
Molti osservatori ne apprezzano soprattutto la maturità nelle scelte offensive rispetto all'età anagrafica.
PERCHÉ OSSERVARLO AI MONDIALI 2026
FIFA World Cup 2026 potrebbe rappresentare il torneo della sua definitiva consacrazione internazionale. Non perché sia già una stella affermata, ma perché appartiene a quella categoria di giocatori che nei grandi tornei riescono improvvisamente a modificare la propria percezione pubblica. Bajraktarevic possiede infatti tre caratteristiche che gli scout considerano decisive nelle competizioni brevi:
1. capacità di saltare l'uomo;
2. imprevedibilità nell'ultimo terzo;
3. coraggio nell'assumersi responsabilità.
Se la Bosnia riuscirà a qualificarsi e a costruire attorno a lui un contesto tecnico adeguato, il Mondiale potrebbe trasformarsi nella sua grande vetrina globale.
Per questo motivo il suo nome figura già nei taccuini di numerosi osservatori internazionali: non ancora una certezza assoluta, ma uno di quei talenti che, nel giro di poche partite, possono passare dallo status di promessa a quello di protagonista. In un calcio sempre più orientato alla velocità decisionale, alla capacità di creare superiorità individuale e all'occupazione intelligente degli spazi intermedi, Esmir Bajraktarevic possiede molte delle caratteristiche che definiscono l'esterno offensivo del futuro. Ancora a buon mercato, considerato il suo attuale valore intorno agli 8 milioni di euro, potrebbe vedere lievitare il suo cartellino dopo la massima competizione a livello mondiale.
PERCHE’ PUO’ FARE AL CASO DEL NAPOLI
Pur con un gran esubero di calciatori ancora da piazzare, Manna potrebbe pensare al giovane talento bosniaco, oltre che per l’ottimo rapporto qualità-prezzo, soprattutto in ottica sostituzione, post o alternativa tecnica al brasiliano David Neres. Il forte giocatore di San Paolo, reduce dall’ennesimo brutto infortunio e prossimo ai 30, andrà valutato dallo staff. Sia chiaro, lungi da noi l’idea di cederlo, ma pensare al futuro in un ruolo in cui anche lo stesso Politano si avvicina al tramonto della carriera, rappresenta certamente un tema. Così, abbiamo voluto mettere a confronto i due calciatori. Heatmap e caratteristiche di gioco molto simili e anche i percentili delle metriche analizzate sono molto vicini, specie in considerazione della giovane età del talento bosniaco. Pur registrando una superiorità del brasiliano in tutte le skills prese in esame, tuttavia Bajraktarevic mostra dati di tutto rilievo. Velocità 86 a 77, tiro 71 a 57, passaggio 75 a 67, dribbling 87 a 80, difesa 56 a 52, fisico 73 a 67. Considerando le aree di miglioramento del ragazzo nato negli USA, c’è da scommettere su di lui.







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