Badiashile al Napoli, possibile bluff di Manna. Perché è un profilo rischioso

La trattativa per Benoit Badiashile potrebbe essere un depistaggio da parte Giovanni Manna. Il vero obiettivo del DS del Napoli potrebbe essere un altro.
Il Napoli è alla ricerca di un nuovo difensore centrale. Una necessità, più che una semplice opportunità di mercato, determinata da una serie di fattori che hanno inevitabilmente ridotto le certezze del reparto arretrato. Gli infortuni ricorrenti di Alessandro Buongiorno, l'addio di Juan Jesus al termine della sua esperienza in azzurro e i continui problemi fisici che hanno accompagnato la carriera di Sam Beukema impongono al direttore sportivo Giovanni Manna di individuare un profilo capace di garantire affidabilità, continuità e rendimento ad alto livello. Tra i nomi accostati nelle ultime ore al Napoli figura quello di Benoit Badiashile, centrale francese del Chelsea. Un difensore che, sulla carta, possiede caratteristiche di assoluto rilievo: struttura fisica imponente, piede mancino, buona qualità nell'impostazione e un curriculum maturato tra Ligue 1 e Premier League. Tuttavia, un'analisi approfondita induce a ritenere che il suo acquisto possa rappresentare un investimento tutt'altro che privo di rischi.
Badiashile-Napoli, operazione rischiosa
Il primo elemento di riflessione riguarda la sua lentezza strutturale. Badiashile ha costruito la propria carriera facendo leva sulla forza fisica e sul dominio nel gioco aereo, ma manifesta evidenti limiti quando è chiamato a difendere molti metri alle proprie spalle. La sua accelerazione non è esplosiva e nelle transizioni difensive fatica a contenere attaccanti rapidi e particolarmente dinamici a causa di tempi di rotazione del corpo non sempre rapidi. In un campionato sempre più orientato all'intensità e, soprattutto, in una competizione come la Champions League, dove le ripartenze rappresentano spesso l'arma principale delle grandi squadre europee, questa caratteristica rischia di trasformarsi in una vulnerabilità strutturale.
Perché Badiashile non convince
A destare ancora maggiori perplessità, però, è il suo storico clinico. Dal 2021 ad oggi il difensore francese ha collezionato quindici infortuni distribuiti nell'arco di cinque stagioni, alternando lesioni muscolari, problemi ai flessori, infortuni all'inguine, al bicipite femorale e altri stop che ne hanno compromesso con regolarità la continuità agonistica. Problemi che, nelle ultime 5 stagioni, lo hanno tenuto lontano dal campo per 642 giorni, facendogli saltare ben 81 gare. Non si tratta, dunque, di episodi isolati, bensì di una frequenza di indisponibilità che suggerisce una fragilità fisica non trascurabile. Ed è proprio questo l'aspetto che dovrebbe indurre il Napoli alla massima prudenza. Il club azzurro è chiamato a rinforzare una difesa già penalizzata da problemi di natura fisica: sostituire un'incertezza con un'altra rischierebbe di perpetuare un problema anziché risolverlo. L'obiettivo della società dovrebbe essere quello di assicurarsi un centrale capace di offrire disponibilità costante nell'arco della stagione, requisito imprescindibile per una squadra impegnata su più fronti.
Naturalmente il valore tecnico di Badiashile non è in discussione. Quando è in piena efficienza rappresenta un difensore di livello internazionale, forte nel gioco aereo, autorevole nei duelli e dotato di una discreta qualità nell'impostazione. Tuttavia, nel calcio moderno il talento deve necessariamente accompagnarsi all'affidabilità. Un giocatore indisponibile per lunghi periodi, per quanto qualitativamente valido, rischia di incidere molto meno rispetto a un profilo magari meno appariscente ma costantemente presente.
Badiashile possibile depistaggio
Per queste ragioni il Napoli farebbe bene a orientare le proprie attenzioni verso un difensore che offra maggiori garanzie sul piano atletico e una migliore capacità di sostenere ritmi elevati in campo aperto. In una fase storica nella quale la continuità rappresenta un valore quasi pari alla qualità tecnica, l'investimento su Benoit Badiashile appare, almeno allo stato attuale, più un azzardo che una scelta realmente funzionale alle esigenze della squadra azzurra, o forse, più probabilmente, un abile depistaggio per distrarre l’attenzione da altri obiettivi, vedi Tiago Gabriel, e farne ridurre le pretese di cartellino da parte dell’ esperto e sempre abile Pantaleo Corvino, responsabile dell’area tecnica del club salentino, sempre pronto a sfruttare gli ottimi rapporti instaurati con l'Estrela Amadora, società dalla quale aveva già prelevato Kialonda Gaspar nell'estate precedente e, nella stessa finestra di mercato, anche Danilo Veiga.
Manna cerca lo sconto per Tiago Gabriel
Il cartellino di Tiago Gabriel, costato al Lecce poco più di 1,6 milioni euro bonus compresi, viene valutato da Corvino tra i 25 e i 30 milioni di euro, cifra che frutterebbe l’ennesima maxi plusvalenza firmata Corvino. Manna e il Napoli reputano molto congrua una valutazione tra i 15 e i 20 milioni di euro, una cifra comunque considerevole per un ragazzo che solo fino a un anno e mezzo fa militava in un club dei bassifondi della Liga Portugal.








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